Gaza. Panifici chiusi, palestinesi alla fame

Aggiornato il 02/04/25 at 08:12 pm

di Shorsh Surme –———Il Pam (Programma alimentare mondiale) ha dovuto sospendere la propria attività a Gaza City, per cui 24 panificatori sostenuti dallo stesso programma hanno interrotto la loro attività..
“La chiusura dei panifici è una crisi e un disastro per le persone. La vita è diventata difficile e le cose stanno peggiorando. Le persone non riescono a procurarsi farina o altro, i bambini hanno bisogno di cibo e acqua e noi siamo fermi”, ha detto Muslih Samna.
Per un mese Israele ha limitato le consegne di aiuti umanitari a Gaza, impedendo alla farina e al gas di raggiungere i panifici.
Un tempo gli abitanti di Gaza si affidavano alla legna per fare il pane in casa. Ora non riescono più a procurarsi la legna e il prezzo è aumentato a tal punto che la gente non può più permettersela.
“Come potete vedere, i panifici sono chiusi e non c’è farina. Le persone si affidano al pane preparato perché non c’è gas da cucina o legna per fare il pane a casa”, ha detto Mohammed Khur, un residente di Gaza.
In precedenza i panifici di Gaza fornivano pane a più di 250mila palestinesi al giorno.
Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, circa 1,9 milioni di persone, ovvero oltre il 90 percento della popolazione di Gaza, non hanno accesso al cibo quotidiano e vivono nella fame.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’operazione militare nella Striscia di Gaza verrà ampliata e che l’esercito “controllerà una vasta area della Striscia di Gaza”.
Il ministro della Difesa Yisrael Katz ha dichiarato oggi che verrà ampliata la presenza militare a Gaza per “distruggere le infrastrutture terroristiche e i terroristi nella regione”. Sostiene che estendendo le operazioni a Gaza, si potrà controllare un’area più ampia del settore e renderlo parte della zona di sicurezza di Israele.
La scorsa settimana un funzionario ha affermato che l’esercito israeliano sarebbe presto entrato in diverse altre zone della Striscia di Gaza “con tutte le sue forze”.
Il cessate-il-fuoco è stato firmato tra Israele e Hamas il 15 dicembre ed è ripreso il 16 dicembre
La prima fase del cessate di 40 giorni si è conclusa, ma a causa di disaccordi tra le due parti il 18 marzo Israele ha ripreso le operazioni e i bombardamenti sulla Striscia di Gaza.
Secondo i funzionari israeliani, nell’attacco di Hamas sono state uccise 1.218 persone. Secondo il Ministero della Salute della Striscia di Gaza, finora sono stati uccisi 55.357 palestinesi.