Mirano primo Comune d’Italia riconosce al Anfal come Genocidio Curdo

Aggiornato il 01/04/25 at 06:19 pm

Panoramakurdo.—————A distanza di 37 anni dal genocidio di al-Anfal (in Italiano “il Bottino”), ancora oggi migliaia di famiglie curde nel Kurdistan dell’Iraq vivono con la speranza di riabbracciare i loro cari, che sono stati portati via dal regime sanguinario di Saddam Hussein attraverso una vasta operazione chiamata al-Anfal: al-Anfal era il nome di una serie di operazioni militari, otto in tutto, condotte in sei aree geografiche distinte compiute dal 14 aprile alla fine di settembre 1988.
Il comando delle operazioni era nelle mani dell’Ufficio per il Nord (cioè il Kurdistan) del Partito Baath, che aveva la sua base la città di Kirkuk e che era guidato da Ali Hassan al-Majid, il cugino di Saddam Hussein conosciuto con il nome di “Ali il Chimico” per il suo uso di armi chimiche.
conferenza a cura di Gulala Salih sul riconoscimento del Comune di Mirano nella regione del Veneto. Inizio della conferenza è stato dato la parola al sindico di Mirano Tiziano Baggio che ha espresso la volontà di riconoscere il massacro di Al Anfal come genocidio contro popolo curdo e con questo il suo Comune di Mirano riconosce Anfal come genocidio perpetrato contro popolo curdo, Dopo di lui sono intervenuti dei relatori come San. Camusso, Consigliere del comune di Torino, altri interventi che hanno testimoniato la ferocia L’organizzazione Human Rights Wachter nel suo rapporto annuale ha definito la campagna al-Anfal un vero e proprio genocidio contro il popolo curdo, a differenza della pulizia etnica praticata dai serbi nei confronti dei bosniaci o il massacro tribale in Ruanda. Sottolineando che lo sterminio di al-Anfal ha ricevuto poca attenzione all’estero.