Le Nove Variabili nell’Arte della Resistenza Curda

Aggiornato il 16/03/25 at 02:08 pm

di Nurgul COKGEZICI-————–Questa mattina, al mio risveglio, mi sono tornate in mente le Nove Variabili di Sun Tzu e ho riflettuto su come il Generale Mazloum le stia applicando per illuminare i giovani curdi.
Le Nove Variabili sono un principio chiave dell’Arte della Guerra di Sun Tzu, tratto dal capitolo 8 del trattato. Esse rappresentano l’adattabilità e la capacità di prendere decisioni strategiche basandosi sul contesto, senza seguire schemi rigidi.
Nella lunga storia di lotta per l’autodeterminazione, il popolo curdo ha incarnato questi principi, affinando strategie di resistenza, diplomazia e sopravvivenza.
Le Nove Variabili nella Resistenza Curda
1. Non ci si accampa in luoghi sfavorevoli.
– Il popolo curdo ha sempre saputo sfruttare il proprio territorio, dalle montagne dell’Iraq e della Turchia ai deserti della Siria, evitando posizioni vulnerabili e costruendo roccaforti inaccessibili.
2. Ci si congiunge con gli alleati dove le rispettive vie si incrociano.
– Le alleanze con altri movimenti di resistenza, con forze internazionali o tra le diverse fazioni curde sono state essenziali per rafforzare la lotta.
3. Non si sosta in luoghi troppo isolati.
– L’isolamento è un rischio mortale: per questo i Curdi hanno creato una rete di comunità fortemente interconnesse, sia nei territori occupati che nella diaspora.
4. Se la zona è accerchiata, si elaborano trame; di fronte alla morte, si combatte.
– Circondati da potenze ostili, i Curdi hanno sempre usato l’astuzia per rompere l’assedio politico e militare. Quando non c’è alternativa, combattono fino all’ultimo respiro, come dimostrato nella resistenza di Kobane.
5. Vi sono cammini che non vanno seguiti.
– Non tutte le strade conducono alla libertà: alcune sono trappole politiche o militari. Scegliere con saggezza è essenziale per non cadere in giochi di potere più grandi.
6. Vi sono eserciti che non vanno assaliti.
– Affrontare frontalmente eserciti sovrastanti senza una strategia porta alla disfatta. I Curdi hanno affinato l’arte della guerriglia e della difesa territoriale per compensare la disparità di forze.
7. Vi sono città che non vanno attaccate.
– La resistenza non è solo guerra: è anche costruzione. Più che conquistare città, i Curdi hanno puntato a difendere e amministrare territori come il Rojava, dimostrando che un altro modello di società è possibile.
8. Vi sono terreni su cui non ci si affronta.
– Ogni battaglia ha il suo campo giusto. Evitare scontri svantaggiosi e scegliere il terreno più favorevole è stato un pilastro della strategia curda.
9. Vi sono ordini del proprio signore che non vanno eseguiti.
– La storia curda insegna che non sempre seguire i leader senza discutere porta alla vittoria. La consapevolezza e l’autonomia decisionale sono essenziali per non diventare pedine di interessi esterni.
L’Importanza delle Nove Variabili per il Futuro Curdo
Sun Tzu insegna che chi comprende queste variabili governa il destino del suo esercito, mentre chi le ignora rischia di perdere anche con un grande vantaggio iniziale.
Il popolo curdo non ha mai avuto il lusso di confidare nella pace o nelle promesse delle potenze internazionali. La sopravvivenza e la vittoria non dipendono dalla speranza che il nemico non attacchi, ma dalla capacità di rendersi inattaccabili.
La lotta curda non è solo una questione di forza, ma di intelligenza strategica, adattabilità e resistenza a lungo termine. Il Generale Mazloum e i leader curdi sanno che la guerra non è solo militare: è una battaglia politica, culturale e sociale.
Chi apprende queste lezioni sarà in grado di proteggere il popolo curdo e garantirgli un futuro di dignità e autodeterminazione.